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EccomiQua il Gioco

EccomiQua nasce come una piccola scultura in ceramica raku, ripetuta nel tempo come forma essenziale e generativa, e si sviluppa progressivamente in un progetto che supera la dimensione dell’oggetto per aprirsi all’esperienza condivisa.
L’opera prende origine da un momento di profonda crisi, in cui le coordinate dell’identità vengono messe in discussione. In quel contesto di fragilità, un gesto semplice e inatteso — l’affermazione naturale dell’“esserci” — ha restituito un senso di integrità e di vita che sembrava perduto.
Quell’intuizione si è tradotta in una scultura, poi in una serie, fino a formare una vera e propria costellazione di piccole figure: presenze essenziali che alludono a un risveglio interiore. Nel tempo, queste forme hanno rivelato una dimensione universale: il momento in cui ciascuno si ricorda di essere vivo e che può aprirsi a una verità più ampia.
Da questa consapevolezza nasce EccomiQua – Il Gioco, un’opera partecipativa che invita il pubblico a entrare in relazione diretta con le opere. Ogni giocatore sceglie una figura, la colloca nello spazio e ne ascolta le risonanze interiori. Il gesto può essere ripetuto, modificato, ampliato, dando vita a un dialogo non verbale tra forma, emozione e percezione.
Lo spazio si trasforma ad ogni intervento, così come chi vi partecipa. Le sculture diventano strumenti di connessione tra individuo, collettività e ambiente, spostando il ruolo del pubblico da spettatore a protagonista attivo, anche perché il tavolo viene ripreso dall’alto tenendo memoria di tutti i flussi che su di esso prendono vita. La raccolta dei filmati del tavolo diventerà nel tempo essa stessa un’opera in continua evoluzione.
EccomiQua – Il Gioco propone un’esperienza semplice e profonda, capace di generare ascolto, intuizione e presenza.

Ecco il mio segreto.
È molto semplice:
non si vede bene che con il cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi.

ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY, Il Piccolo Principe, Editore Tascabili Bompiani, Milano 1996.

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